Essere o non essere ...
Sabato noi genitori di Tommy siamo stati convocati dal consiglio dei professori. Già l'aver ricevuto la lettera a casa non mi ha dato nessuna reazione positiva, ma partire sulla difensiva subito mi sembrava eccessivo, per cui mi ero illusa che la richiesta di vederci fosse legata al problema della recente scoperta della dislessia di Tommy.
Invece NO! Siamo stati convocati perchè ci dovevano comunicare che Tommy verrà bocciato.
Non è una tragedia la sua bocciatura, è una tragedia il fatto che lo facciano sulla base di una relazione depositata dalla psicologa che lo ha in cura, la cui diagnosi dice che il forte blocco emotivo di cui soffre Tommy è sorto a causa della dislessia MAI riconosciuta nei precedenti anni scolastici.
Non solo ... ma durante il colloquio i professori ci hanno accusato che, pur avendo visto che Tommy era in difficoltà, NOI non abbiamo fatto nulla per porvi rimedio.
Non solo ... i professori mi hanno accusato di non aver fiducia nella scuola e nella loro trentennale esperienza di insegnamento.
Non solo ... i professori mi hanno accusato di non collaborare perchè NON accetto la loro decisione che hanno preso per il bene di Tommy.
Ora i dubbi sono tanti. C'è una disposizione ministeriale sulla dislessia con dei punti ben precisi. Mi rendo perfettamente conto che avendo scoperto solo in aprile il disagio dell'apprendimento di Tommy non ci sia stato il tempo materiale per predisporre un programma adeguato per lui, tenendo presente che comunque lui inizierà il lavoro con la logopedista domani e che tutte le ore fatte a casa con la ragazza che lo segue sono servite a poco visto che non seguivano il corso ottimale per il suo disagio. Forse un po' di clemenza gli sarebbe dovuta a sto' ragazzo.
Potrei fare ricorso. Dovrei recarmi all'associazione dislessia della mia città, consultare il loro legale ed esaminare se effettivamente ci sono tutte le caratteristiche per vincere la causa. "Ma" "se" si dovesse vincere la causa, come sarebbe il comportamento dei professori verso Tommy? Di sicuro prenderebbero il ricorso come una sfida verso di me ... e tutto si riverserebbe su Tommy che di colpe non ne ha.
Potrei accettare la bocciatura e far frequentare di nuovo la prima classe a Tommy nella stessa scuola e con gli stessi professori, ma sarebbe snervante andare ogni volta ai colloqui con i guantoni indossati.
Potrei fare ricorso, vincerlo e fargli cambiare scuola ... ma onestamente quale sarebbe il grado di istruzione di Tommy che fino ad ora gli è stato insegnato male e con metodi non consoni al suo disagio e credo sarebbe "letale" mandarlo in 2a media.
Al momento l'unica certezza è che sulla relazione della psicologa che abbiamo presentato è scritto chiaro e a caratteri cubitali che il ragazzo soffre di un forte blocco emotivo e bocciarlo ora è come strappargli ogni possibilità di costruirsi la propria autostima andando ad aggravare una situazione che è già in atto per eventi scolastici pregressi. Per cui la psicologa, la pediatra, la responsabile del centro di logopedia sottoscriveranno una lettera che verrà spedita al dirigente scolastico del plesso nella quale comunicheranno che qualsiasi cosa succederà a Tommy a livello emotivo e altro, gli unici responsabili saranno i professori e la scuola stessa. Su questo apporrò anche la mia firma.
Ma dovrò comunque essere pronta per raccogliere i cocci ... di mio figlio.




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